Alla fine i Socialisti e Democratici, nonostante tutto, dovrebbero votare contro la mozione di censura a Ursula von der Leyen. Risolvendo, così, anche i mal di pancia che, nelle ultime ore, hanno attraversato il gruppo dem a Strasburgo ma anche quello a Roma. Segno ne è la dichiarazione di Filippo Sensi, senatore dem, nettamente riformista, che ieri, a commento della notizia di una possibile astensione del gruppo dei Socialisti, ha scritto su X: «Non ho alcuna simpatia per le ambiguità di UVDL (che, tuttavia, erano note). Ma pensare, come mi pare facciano i socialisti europei, di astenersi sulla mozione di sfiducia dei rossobruni mi parrebbe qualcosa di peggio di un errore: una cinica viltà».

Il riferimento è alla mozione di censura presentata dall’eurodeputato conservatore rumeno Gheorge Piperea, contro la presidente della Commissione, nella quale le si contesta la mancanza di trasparenza nello scambio di messaggi sms che ci fu, durante la pandemia di Covid-19, tra lei e i vertici di Pfizer, durante i negoziati per i vaccini. Lunedì era trapelato che i Socialisti e democratici fossero pronti ad astenersi. Per marcare un malcontento più generale nei confronti della Von der Leyen, a cui si rimprovera la scelta di aver aperto ai gruppi di destra, inaugurando una sorta di doppio binario per cui su alcuni provvedimenti si affida alla maggioranza che l’ha riconfermata, in altri ai Conservatori che, invece, non l’hanno sostenuta, ma su alcuni temi sono pronti a farlo.