A partire da domenica 29 giugno è entrato in vigore in Francia il divieto di fumo in numerosi luoghi all'aperto, dalle spiagge ai parchi pubblici, a meno di dieci metri dalle scuole, nei pressi di impianti sportivi, biblioteche e pensiline degli autobus. Il divieto non riguarda però le sigarette elettroniche e i dehors dei locali pubblici, scelta criticata dall'Alleanza francese contro il tabacco.La legge francese ha come principale obiettivo quello di ridurre il fumo passivo nell'aria respirata dai bambini, ma anche convincere i cittadini a smettere di fumare. Per un primo periodo, chi verrà scoperto a fumare all'aperto nei luoghi in cui è vietato verrà solo ammonito verbalmente ma, secondo le dichiarazioni degli scorsi mesi del ministro della Salute francese, potrebbero essere introdotte sanzioni che vanno dai 135 ai 750 euro.La Francia è solo uno dei paesi europei ad avere introdotto il divieto di fumo all'aperto negli ultimi anni. Ecco in quali è proibito.Spagna, Turchia e SveziaRegno Unito e GallesLe città italianeSpagna, Turchia e SveziaEsiste una relazione dell’Unione europea che elenca le regole in materia di divieto di fumo paese per paese. Tra gli stati europei citati all'interno del documento ci sono “Irlanda, Grecia, Bulgaria, Malta, Spagna e Ungheria che hanno le leggi più severe e applicano un divieto totale di fumo negli spazi pubblici chiusi, sui trasporti pubblici e sul lavoro, con pochissime eccezioni”.Tuttavia il documento è aggiornato al 2013 e da allora in vari paesi le regole sono cambiate, con l’aggiunta di ulteriori limitazioni.In Spagna, dal 2021 vige il divieto di fumare in spazi aperti come spiagge, spazi naturali, auto private e terrazze all'aperto. Nel 2023 la misura è stata poi estesa a terrazze di bar e ristoranti, luoghi educativi all'aperto come ad esempio campi da gioco e campus universitari, e mezzi utilizzati per lavoro. A Barcellona Ibiza e Maiorca, in particolare, è vietato fumare sulle spiagge.Dal 2019 la Svezia ha esteso il divieto di fumo all'aperto su tutto il territorio nazionale e punta a diventare completamente smoke-free entro la fine del 2025.Anche alcuni paesi euroasiatici come la Turchia hanno detto stop al fumo quasi in ogni luogo all'aperto a partire dal 2020. Il divieto, nato per evitare qualsiasi scusa per togliere la mascherina ed evitare il contagio da Covid-19, è poi rimasto formalmente in vigore anche negli anni successivi.Gran Bretagna e GallesFumare in Gran Bretagna sta diventando sempre più difficile. A Londra già da tempo non è possibile fumare nei locali pubblici e le zone all'aperto non smoke-free sono limitate, con numerosi cartelli di divieto in prossimità di parchi-giochi e strutture mediche ed educative.Inoltre, sia in Inghilterra che in Galles dal 2015 è vigore una legge che impone il divieto di fumo nelle automobili se si viaggia con minori di 18 anni a bordo, per disincentivare il consumo di sigarette e tutelare la salute dei più giovani.Le città italianeMilano è stata una delle prime città italiana a introdurre il divieto di fumo negli spazi aperti, incluse strade e tavoli all'aperto di bar e ristoranti. Sono escluse dal divieto tutte le tipologie di sigaretta elettronica.La norma è prevista dal Regolamento per la qualità dell'aria approvato dal Comune del capoluogo lombardo che ha esteso i veti già in vigore dal 2021 ad altre zone pubbliche come parchi e fermate degli autobus. Le sanzioni per chi non rispetterà il divieto andranno dai 40 ai 240 euro. È ancora possibile fumare in luoghi isolati o almeno mantenendo una distanza di almeno 10 metri da altre persone.Prima ancora di Milano, Bibione, nel Veneto, diventata località balneare smoke-free nel 2019, seguita da Costa Smeralda e Puglia, in cui è vietato fumare in spiaggia.Da aprile 2025 anche a Torino vige il divieto di fumo all'aperto negli spazi pubblici a meno di 5 metri dalle altre persone, così come a Roma dove non è possibile fumare all'interno di parchi e aree verdi e a Napoli dove è stato vietato il consumo di sigarette durante manifestazioni pubbliche.