Quando si parla di migrazioni, in questi giorni il pensiero corre al decreto flussi, che autorizza l'ingresso di 500mila persone nel prossimo triennio. Ma gli sbarchi dei migranti lungo le coste italiane, per quanto spariti dai radar, non si sono affatto fermati. Anzi, con l'inizio della bella stagione sono ripresi e, nei primi sei mesi di quest'anno, hanno già superato la quota raggiunta nello stesso periodo del 2024.A dirlo è il cruscotto statistico giornaliero, questo il curioso nome che il ministero dell'Interno dà al pdf che viene pubblicato quotidianamente per aggiornare i numeri relativi agli sbarchi. Secondo il quale dal 1 gennaio al 30 giugno di quest'anno, i migranti arrivati sulle coste del nostro paese sono stati 30.269, contro i 26.202 dello stesso periodo del 2024. Detto altrimenti, si tratta di un aumento del 15,5%.I numeri e le tendenzeCerto, sono lontani i valori del 2023, il primo del governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni entrato in carica nell'autunno del 2022: nel primo semestre di quell'anno, ad arrivare su barche di fortuna furono 65.828 persone. Il 2023 era l'anno che si era aperto con la strage di Cutro, paesino della Calabria sulle cui spiagge morirono a febbraio 64 persone. E che si era concluso con gli sbarchi di 157.652 migranti, in aumento del 49,9% rispetto al 2022 e del 133,6% rispetto al 2021.Una tragedia, quella di Cutro, due settimane dopo la quale il governo approvò un decreto per inasprire le pene nei confronti degli scafisti. Ai quali, promise la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, avremmo dato la caccia “in tutto il globo terracqueo”. Una missione che, come dimostrano i dati dello stesso Viminale, non è andata a buon fine. Nel senso che, pur lontani dai riflettori, gli sbarchi dei migranti sulle nostre coste continuano. E anzi, con l'arrivo della bella stagione, hanno ripreso a salire. Nel grafico sottostante abbiamo raccolto i dati dei primi semestri degli ultimi tre anni e li abbiamo messi a confronto.Ad aprile di quest'anno sono state 6.578 le persone sbarcate, contro le 4.721 dell'anno precedente (+39%), a maggio 7.178 contro le 4.976 del 2024 (+44,2%), a giugno 7.089 contro le 4.902 di dodici mesi prima (+44,6%). Per quanto lontani dai riflettori, quindi, gli sbarchi non si stanno fermando.Il caso del ministro PiantedosiNelle ultime ore proprio uno dei paesi al centro delle rotte dei migranti, la Libia, è finita in cima alle cronache a causa di un incidente diplomatico che ha coinvolto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Martedì 8 novembre Piantedosi si è recato in Libia per incontri istituzionali con i colleghi Thanos Plevris (Grecia), il maltese Byron Camilleri e il commissario europeo per le Migrazioni, Magnus Brunner. Prima hanno visitato Tripoli, sede del governo riconosciuto dalla comunità internazionale. Dopodiché nel pomeriggio sono atterrati a Bengasi, capitale del governo autoproclamato del generale Khalida Haftar, spalleggiato dalla Russia.La delegazione aveva in programma un incontro con il generale. Tuttavia, secondo varie ricostruzioni, il governo separatista di Bengasi ha forzato la mano perché i ministri europei incontrassero anche altri esponenti dell'esecutivo di Haftar. E di fronte al loro rifiuto e a una discussione dai toni piuttosto accalorati, l'incontro è saltato. Non solo: ai ministri è stato intimato l'espulsione e li ha dichiarati “personae non gratae”, che fuor di linguaggio diplomatico significa persone non gradite alle autorità e dunque da respingere, costringendo la delegazione europea alla partenza immediata da Bengasi. Peraltro proprio l'Italia aveva sempre intrattenuto buoni rapporti anche con il governo separatista di Haftar proprio con lo scopo di provare a gestire i flussi dei migranti diretti verso l'Europa. Sono in corso approfondimenti diplomatici da parte del ministero degli Esteri e della Commissione europea.
Gli sbarchi dei migranti non si sono fermati in Italia, anche se il governo non ne parla più
Secondo il ministero dell'Interno, nei primi sei mesi del 2025 sono sbarcate oltre 30mila persone, con un aumento del 15,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno







