Roma, 10 lug. (askanews) – “Il sacrificio di Vittorio Occorsio che ricordiamo oggi confidiamo possa essere da esempio per le giovani generazioni ed è con questo spirito che l’Amministrazione capitolina, già nel gennaio 2023, ha disposto l’adesione alla Fondazione Vittorio Occorsio, che porta avanti da anni attività di straordinaria rilevanza, tra cui ‘La giustizia adotta la scuola’, dedicata ai più giovani. Già da subito lavoreremo insieme per celebrare adeguatamente l’anniversario del 2026, perché dobbiamo riconoscenza e tributo a un uomo ch ha fatto tantissimo per il nostro stato”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dopo aver deposto una corona di alloro presso la targa in memoria del magistrato Vittorio Occorsio, in occasione del 49° anniversario dell’attentato terroristico”. “E’ con grande emozione che ci ritroviamo insieme ai familiari di Vittorio Occorsio, che saluto e abbraccio, per tenere viva la memoria del suo barbaro assassinio – ha dichiarato Gualtieri -. Proprio qui come sappiamo, alle 8.30 del 10 luglio 1976 Occorsio era appena salito in macchina per recarsi in Tribunale quando il suo assassino, parandosi davanti alla sua macchina, lo trucidò con due scariche di mitra”. “Doveva essere il suo ultimo giorno di lavoro, doveva partire a breve per Orbetello con la famiglia – ha ricordato il sindaco -. Il sicario neofascista che lo uccise colpì a morte un servitore dello Stato integerrimo il cui senso del dovere non venne mai meno nemmeno quando si trattò di spingere le indagini in acque inesplorate e pericolose. Nella sua auto vennero rinvenuti dei volantini dell’organizzazione neofascista Ordine Nuovo che lo accusavano di avere, per opportunismo carrieristico servito la dittatura democratica perseguitando i militanti di Ordine Nuovo e le loro idee”. “E’ la firma dell’eversione nera in uno degli episodi più dolorosi di quegli anni difficili, dopo che Occorsio aveva ottenuto la condanna di 30 militanti neofascisti, lavorava per portare alla luce i nessi opachi che costituivano la cornice degli attentati – ha sottolineato Gualtieri – che legavano massoneria piduista e eversione nera, e che facevano parte di un disegno di destabilizzazione dell’Italia. Una pista inquetante in fondo alla quale Occorsio trovò la morte, insieme a altre vittime del terrorismo nero, rosso, mafioso e politico mafioso”. Al ricordo hanno preso parte Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni elillo, Procuratore Generale Antimafia e Antiterrorismo, Claudio Domizi, comandante della Scuola Ufficiali dei Carabinieri, Susanna Occorsio, figlia del Giudice e Vittorio Occorsio, nipote del magistrato.
Roma, Gualtieri: con Fondazione Occorsio lavoreremo su 50.esimo
Così il sindaco nel 49esimo anniversario della sua uccisione








