L’acqua, risorsa vitale e sempre più scarsa anche nei Paesi dell’Unione Europea, è al centro di una nuova consapevolezza politica. La Commissione europea ha lanciato a inizio giugno una strategia per la resilienza idrica, con l’obiettivo di affrontare un problema ormai strutturale: la crescente scarsità d’acqua. Una risposta necessaria a una crisi che non può più essere considerata episodica, ma che richiede interventi coordinati, investimenti mirati e un cambio di paradigma nella gestione delle risorse idriche.

Secondo i dati elaborati dalla Commissione, il 30% degli europei, in media, soffre le conseguenze della scarsità d’acqua. Si tratta di un numero raddoppiato negli ultimi 10 anni, che tradotto significa: «23 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile sicura e con l’aumento della domanda a livello globale, l’UE non dà più questo bene comune per scontato».

Necessario incrementare investimenti

Proprio per affrontare questa situazione l’Ue ha deciso di incrementare gli investimenti per la gestione sostenibile dell’acqua con un’attenzione particolare alla corretta gestione di risorse. Comportamenti corretti potrebbero far risparmiare «fino a 2,8 miliardi di euro l’anno, creando 9 mila posti di lavoro».