L'esperienza è ormai comune: entrare su Google in cerca di un'informazione, trovare la risposta desiderata già nel riassunto offerto da AI Overview (disponibile in Italia da marzo, rigorosamente in cima all'elenco dei risultati) e chiudere il browser soddisfatti. Nessun bisogno quindi di accedere ad altri siti, da Wikipedia in giù. Una dinamica che però, come inevitabile, «ha causato e continua a causare danni significativi agli editori, in termini di traffico, lettori e perdite di fatturato». È quanto si legge in un esposto per abuso di posizione dominante che l'Independent Publishers Alliance, coalizione non profit di editori indipendenti con sede in Inghilterra, ha presentato il 30 giugno alla Commissione europea e all'Antitrust britannica (la Competition and Markets Authority) affermando che Big G sta «utilizzando in modo improprio i contenuti del web» a svantaggio di chi li produce.