Già prima che inizi l’udienza, il corridoio dove s’affaccia l’aula 46 sembra la sala d’attesa di un medico di base: artigiani, imprenditori, pensionati, tutti clienti di un paio di centri massaggi in zona San Donato e Santa Rita, chiusi dai carabinieri qualche anno fa nell’ambito di un’inchiesta — ora diventata processo — che ipotizza lo sfruttamento della prostituzione e vede imputati tre cittadini cinesi, difesi dalle avvocate Carla Ardoino e Stefania Rullo. Qualcuno, avanti con l’età, è venuto accompagnato da un amico avvocato e, soprattutto, in incognito: «Meglio evitare guai in famiglia», confessa il legale. Seguiranno scene comiche, non si fosse in tribunale, alla domanda se fosse stato praticato un massaggio sessuale: «Come dice? La pensione sociale?»