Dazi al 10%, considerati il possibile punto di caduta della trattativa tra Bruxelles e Washington, sommati agli effetti della svalutazione del dollaro, comporterebbero una perdita di 20 miliardi (tra calo dell’export e mancata crescita rispetto a un contesto senza dazi) per l’industria italiana e di mezzo punto percentuale di Pil entro il 2026.