Nel 1955 nasceva un gelato al caffè che, nonostante nascesse senza troppe pretese, si sarebbe infilato nella memoria collettiva degli italiani. Una coppetta marrone a forma di tazzina, con un cucchiaino corto e il sapore deciso del caffè freddo. Era la Coppa del Nonno, e oggi compie settant’anni. Settant’anni sono molti per un prodotto alimentare confezionato. Sono abbastanza da farne un oggetto di archeologia quotidiana, soprattutto quando può ancora affacciarsi nello scaffale del supermercato con lo stesso nome, la stessa forma, e un gusto che - a detta di molti, quasi tutti - è cambiato pochissimo. In un mondo in cui tutto si rinnova in fretta, l’immobilità può essere una forma di forza.
La storia
Dietro questa coppa c’è prima di tutto una storia industriale vincente e nostrana. Il marchio viene registrato nel 1955 dalla ditta Tanara di Parma. In origine veniva venduto solo nei bar e nelle località balneari, in piccoli lotti artigianali. È solo nel decennio successivo che divenne un prodotto nazionale, anche grazie alla fusione con Motta e Alemagna, e alla successiva industrializzazione della produzione.
Dalla stracciatella inversa al gusto Prosecco, per i gelati dell’estate 2025 vince la fantasia







