Samuel Umberto Romano, torinese di origini e veneziano d’adozione, è pronto a inondare il mercato della musica con “Maree”, il suo nuovo album in uscita domani. Il disco è un viaggio elettronico che mescola ritmi da club a momenti di riflessione profonda: «Ho girato il mondo suonando, immerso nella musica club. “Maree” è il mio ritorno al dancefloor, ma con pop, techno e un pizzico di cantautorato. È la fotografia di chi sono oggi».
Il disco alterna energia travolgente e malinconia, con testi poetici che vibrano su paesaggi sonori dilatati. "Il Sol dell’Avvenire”, con le sue melodie tech house, e “Mare Nero” («oh, lo dico subito, Lucio Battisti non c’entra anche se poi in realtà, Lucio c’entra sempre»), un’ondata di synth e riflessioni sociali, ne sono un assaggio. «Il mare può essere meraviglia, ma anche oscuro, e ci spinge a cambiare - spiega Samuel, parlando di “Mare Nero”, e il videoclip intreccia Venezia e un club underground. Tra i brani, “Sogno Padano” un pezzo che critica il capitalismo «che ci ha impoveriti umanamente», mentre “Tamburo” è un omaggio alla madre, «un ritmo che insegna la vita». “Corrente Elettrica” riporta alle notti degli anni ’80, con un sample di un famoso vocalist della discoteca Kama Kama, tale Francesconi che animava le serate di fine anni ‘80 al Lido di Camaiore. «Noi siam corrente elettrica, corrente molto forte, non stateci vicino, pericolo di morte», questo era un po’ il motto di quel periodo storico e di una generazione che si incontrava di notte nelle discoteche e che andava in qualche modo a costruire tutto un mondo fatto di nottate passate sotto la console».






