Donald Trump afferma che quella del 9 luglio non è una scadenza fissa per l'entrata in vigore dei dazi. «Possiamo fare quello che vogliamo, possiamo estenderla, possiamo accorciarla - ha detto - a me piacerebbe accorciarla, mi piacerebbe mandare lettere a tutti dicendo "congratulazioni, pagate il 25%"».
Nel rispondere alle domande dei giornalisti oggi alla Casa Bianca, Trump ha ricordato che sono stati fatti accordi con «probabilmente quattro o cinque Paesi», indicando la Cina e il Regno Unito ed affermando che «siamo in procinto di farne altri». «Nel corso della prossima settimana e mezzo, o forse prima, invieremo una lettera a molti dei Paesi con cui abbiamo parlato, e diremo semplicemente quello che devono pagare per fare affari con gli Usa», ha aggiunto. «Per alcuni paesi che ci hanno truffato i dazi aumenteranno», ha detto Trump. «Interrotte con effetto immediato le trattative sul commercio con il Canada. Gli faremo sapere i dazi che pagherà per fare affari con noi». Lo ha scritto il presidente Trump su Truth Social.
Il presidente Donald Trump ha invitato «a tornare a scuola di economia» coloro che vedono nei dazi una minaccia di recessione. «Abbiamo guadagnato» ha aggiunto «88 miliardi di dollari in dazi, sta entrando molto denaro ma, cosa più importante, le compagnie stanno trasferendo da noi i loro impianti, come quelle automobilistiche».










