«Sono indignato, ma questa è solo la punta dell’iceberg: trovo assurdo che prima la legge ti dia dei soldi, un indennizzo con dei pareri favorevoli da parte della Procura di Catania, e poi ti può capitare che ti svegli dopo anni, ritrovandoti di fronte a uno stralcio e a una richiesta di archiviazione che ti chiede, quei soldi, di ridarli indietro». E’ così che, secondo Maurizio Di Stefano, proprietario del ristorante Liccu in via Ranzani, specializzato in gastronomia siciliana, «finisce a ritrovarsi una persona come me, che ha sempre deciso di collaborare con la giustizia, arrivando a denunciare la mafia, in una situazione paradossale, in cui lo Stato ti lascia solo».