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27 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 10:49
Insieme al marito avrebbe inviato a due imprenditori toscani “pressanti e minacciose richieste di denaro che hanno sortito l’effetto voluto tanto da costringere uno dei due” a consegnare “anche una somma di denaro”. Per questa ragione Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello – figlia e genero del defunto capo di Cosa Nostra Totò Riina – sono indagati in concorso per estorsione aggravata dal metodo mafioso e di tentata estorsione aggravata. Il tribunale del Riesame ha disposto la misura cautelare in carcere per entrambi che però non è esecutiva.
I fatti contestati risalgono ad agosto 2024 e, secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Ros diretti dalla Dda di Firenze, Ciavarello in quel periodo – nonostante fosse rinchiuso in un penitenziario – riusciva a inviare con un cellulare messaggi alla moglie e ai due imprenditori. Maria Concetta è la maggiore dei quattro figli del boss corleonese.














