Le desgràsie xe sempre pronte, come le tole delle osterie. Le disgrazie – si dice in veneziano – sono sempre pronte, come i tavoli nelle osterie. In questi giorni a Venezia, come se la Laguna non avesse già i suoi problemi, brulica un esercito di invasati che urlano contro il miliardario americano Jeff Bezos, il padrone di Amazon che per il suo matrimonio con la giornalista Lauren Sánchez ha invitato in città duecento straricchi da tutto il mondo.

Tali indemoniati, non gli straricchi ma i manifestanti, protestano perché vogliono «la giustizia sociale». E che diavolo vuol dire! «L’un per cento rovina il mondo!», strillavano ieri in piazza San Marco dove hanno cercato di issare striscioni ovunque, anche arrampicandosi sui pili portabandiera innanzi la basilica, azione che se fai in qualsiasi Paese civilizzato e no la polizia ti chiede le generalità per capire se sei solo picchiatello o magari hai in mente dell’altro. L’Italia non fa eccezione e i contestatori, tra gli strali della sinistra – ci torniamo dopo – sono stati identificati. L’«un per cento», spieghiamo lo slogan, è la percentuale dei ricchi nel mondo.

Quei gran scienziati di Extinction Rebellion, gli stessi che tempo fa hanno versato porcherie color verde fluorescente nel Canal Grande, bighellonano da mattina a sera per calli, campielli e ponti perché Bezos e gli amici sono pieni di soldi e spostandosi coi loro aerei inquinano. Di fronte a tali imprescindibili battaglie, si capisce, il lavoro può attendere. E però sarebbe ingeneroso attribuire i meriti della protesta solo agli epigoni di Greta Thunberg: a Venezia lottano per la giustizia pure i partigiani dell’Anpi (comunque all’erta in caso di camicie nere) e un drappello di centri sociali il cui esponente di spicco è Tommaso Cacciari, ormai 40enne nipote dell’ex sindaco di Venezia. Il filosofo ha detto che di quello che fa il parente non gliene frega niente. E però il parente è determinato: «Di gente come noi Bezos ha paura! Tutti ‘sti ricconi, alla fine, coi loro jet, i loro marines, davanti alle proteste dal basso si fermano!». In effetti il padrone di Amazon trema e medita di mandare tutto in malora, la signorina Sánchez se ne faccia una ragione. Il nipote di Cacciari è animatore del laboratorio occupato “Morion” e si batte contro «la gentrificazione e la svendita della città ai grandi capitali».