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Cecilia Sala scrive su "X" un messaggio nel quale sostiene che in Iran si tengono molti più "rave" che in Italia e che non è vero che si viene impiccati solo perché non si rispetta il Corano
Sindrome di Stoccolma. La scienza psichiatrica definisce così un riflesso paradossale ma frequente che spinge la vittima a mettersi dalla parte del carnefice. Fu studiata per la prima volta nel 1973. In occasione di un sequestro di persona in Svezia. Ho l'impressione che la sindrome di Stoccolma abbia a che fare con le recenti prese di posizioni di Cecilia Sala, la giovane donna che fu tenuta prigioniera per diverse settimane a Teheran, in condizioni spaventose, e poi liberata grazie all'intervento robusto del governo italiano.
Ora Cecilia Sala scrive su "X" un messaggio nel quale sostiene che in Iran si tengono molti più "rave" che in Italia e che non è vero che si viene impiccati solo perché non si rispetta il Corano, e che poi le esecuzioni capitali, in fondo, sono non più di tre al giorno mentre le persone che non amano Maometto sono molte di più. Oltretutto - ci dice Cecilia - a Teheran è un pullulare di donne che non indossano il velo.






