Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Nessuna traccia di Sempio nell'immondizia di casa Poggi. Disposti nuovi esami
Ci sono solo le tracce che non potevano non esserci, le impronte genetiche che confermano il racconto della normalità che precedette la tragedia. La sera del 12 agosto 2007, la frugale ultima cena di Chiara Poggi, nella villa di Garlasco insieme al suo fidanzato Alberto Stasi; e l'ultima colazione, la mattina dopo, pochi minuti prima che l'assassino suonasse alla sua porta. Sulla cannuccia di un Estathè, bevuto la sera, c'è il Dna di Stasi. Sui vasetti di Fruttolo, il Dna di Chiara. Nient'altro. I pubblici ministeri di Pavia, che dopo diciotto anni hanno riaperto il caso, non si aspettavano da questa tranche di accertamenti rivelazioni sconvolgenti. E le rivelazioni non sono arrivate, nel valzer inesausto di indiscrezioni che - non certo per volontà della Procura - accompagna l'indagine.
Si tratta, spiega all'Ansa il consulente generico della famiglia Poggi, Dario Redaelli, di risposte ancora non definitive, "dati grezzi emersi dagli esami di laboratorio sulle campionature della spazzatura. Il confronto avverrà dal 4 luglio quando si apriranno i reperti conservati al freddo, ossia i tamponi di Chiara, Alberto e anche di Andrea Sempio". Ma il responso iniziale appare destinato alla conferma, "non è detto che non sia corretta, ma è un esito di parte e non ufficiale, divulgato in televisione" nonostante gli appelli alla riservatezza dei magistrati.






