FRIULI VENEZIA GIULIA - Una decisione vergognosa. Inaccettabile. Una forma di antisemitismo mascherato, che sembra inseguire «un disegno politico repellente». Un boicottaggio da boicottare. Non lasciano spazio alle interpretazioni le parole di Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, che va dritto al punto: Coop Alleanza 3.0 sceglie di "boicottare" Israele, rimuovendo dai suoi scaffali alcune referenze di arachidi e di salsa tahina (uno degli ingredienti fondamentali dell'hummus), prodotte in Israele, e gli articoli a marchio Sodastream, facendo nel contempo spazio, al loro posto, alla Gaza Cola? E allora - sbotta Agrusti - «per quanto mi riguarda, io personalmente nei negozi Coop non comprerò più nulla, neppure uno stuzzicadenti».
E motiva la sua scelta: «Quando una catena della grande distribuzione come Coop Alleanza 3.0 decide, anche in Friuli Venezia Giulia, di "tagliare" nei suoi punti vendita i prodotti "made in Israel", assume una decisione gravissima, che penalizza dei contadini straordinari che hanno fatto rifiorire il deserto - introducendo tecnologie sostenibili all'avanguardia - e che esportano in tutto il mondo, oltre a imprenditori dalle grandissime capacità e competenze, leader in molti settori, che nulla c'entrano con iniziative come quella intrapresa dalla Coop nel nome di una contestazione nei confronti di un governo, quello guidato da Benjamin Netanyahu, del quale ognuno può pensare ciò che vuole».











