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Il procuratore di Napoli elogia il sottosegretario sulla sua circolare: "Riduce il potere dei boss in carcere"

Un colpo al potere della mafia all'interno delle carceri, alla capacità dei clan di controllare la vita quotidiana dietro le sbarre: questo per Nicola Gratteri (foto), procuratore della Repubblica a Napoli, è l'effetto della circolare con cui il ministero della Giustizia ha ordinato la chiusura permanente delle celle nei reparti di alta sicurezza delle carceri di tutta Italia. È un riconoscimento che Gratteri tributa a un politico con cui non è mai stato tenero: Andrea Delmastro Delle Vedove il sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri. "Tutte le critiche a Delmastro - dice Gratteri - ma Delmastro le cose le ha fatte".

Il tema è la gestione del meno noto dei "circuiti differenziati" in cui sono organizzate le carceri italiane, quello della alta sicurezza. Mentre al reparto più duro, il 41 bis, sono destinati i capimafia ritenuti a maggiore pericolosità, per i detenuti a rischio appena inferiore - circa 9.300 secondo le statistiche di aprile - viene applicata al cosiddetta As, che prevederebbe sulla carta restrizioni quasi altrettanto severe. In realtà, ha detto Gratteri, "l'alta sicurezza è la mamma di tutte le rivolte, per anni si è consentito di lasciare aperta l'alta sicurezza, tradotto in lingua italiana significa che le carceri sono comandate dalle mafie... I detenuti comuni se non facevano quello che dicevano i capimafia erano massacrati di botte. Questa nuova circolare che è fatta bene può andare, non sarà una passeggiata ma già col fatto che è stata emessa per cui l'alta sicurezza si chiude si comincia a ridurre il potere della mafia nelle carceri".