Un film privo di cali per tutte le sue due ore e mezza di durata: si può riassumere così “F1”, assoluto protagonista del weekend in sala.
Diretto da Joseph Kosinski, questo lungometraggio ad alto budget segue la storia di un ex pilota della Formula 1, Sonny Hayes, che, dopo essersi ritirato negli anni Novanta a seguito di un grave infortunio rischiando di mettere per sempre fine alla sua carriera, decide di tornare in pista.
Il suo amico Ruben è a capo di una scuderia e il suo pilota di punta è la giovane promessa dell’automobilismo, Joshua Pearce. Purtroppo, la squadra di Ruben è in gravi difficoltà e prossima al fallimento: l’entrata in scena di Sonny potrebbe essere una soluzione, anche per smussare il carattere spigoloso di Pearce, ragazzo di talento ma con una mentalità ancora tutta da affinare.
Sarà proprio compito di Hayes fare di lui un campione, diventando il suo mentore.
Sono molti i rimandi tra questo “F1” e il precedente film di Kosinski, “Top Gun: Maverick”, sia nella struttura narrativa e in alcune dinamiche che si sviluppano tra i personaggi, sia nella resa complessiva senza dubbio all’altezza delle aspettative.













