Roma – F1 è stata l’esperienza più viscerale della mia vita. Lo sport è la mia religione»: Brad Pitt, 61 anni, scende in pista e sfida Tom Cruise, un anno di più, per realismo acrobatico. E mentre l’agente di Mission: Impossible sullo schermo ci consegna immersioni sottomarine e acrobazie aeree senza pari, Pitt scatena l’adrenalina alla guida dei bolidi di Formula 1 nel film diretto da Joseph Kosinski (quello di Top Gun: Maverik, in sala il 25 giugno con Warner. «Non so come ce l’ho fatta — confessa Brad Pitt in collegamento dalla conferenza di Città del Messico — è stata l’esperienza più viscerale mai vissuta». Nel film è un idolo anni Novanta, che era stato costretto al ritiro dopo un incidente. Trent’anni dopo viene richiamato in pista dal proprietario di una squadra che rischia di chiudere (Javier Bardem), come mentore di un giovane pilota Ma la corsa verso la salvezza è ostacolata anche dalle tensioni interne. Un film spettacolare e un personaggio iconico «come nella vita lo è Brad Pitt», ride il regista.

Brad Pitt “studia” da pilota: con la fidanzata Ines De Ramon al Grand Prix a Silverstone

a cura della redazione Spettacoli

08 Luglio 2024

Il legame Hollywood e la F1 ha radici profonde. A Le Mans, circuito su cui Paul Newman e Patrick Dempsey hanno corso sul serio, Steve McQueen ha girato il film omonimo, ricostruzione semi-documentaristica della gara del 1970. Lo stesso Brad Pitt nel 2016 è stato starter in quel circuito: all’epoca non aveva ancora provato l’ebbrezza della corsa «andavo solo in moto, ho fatto un giro di pista con Alex Wurz». Stavolta l’immersione è stata totale.