Sulla carta - ovvero le conclusioni del Consiglio Europeo - resta più o meno come si prevedeva alla vigilia del vertice: un invito "a continuare la discussione sul seguito da dare" alle conclusioni del dossier sulle violazioni ai diritti umani perpetrate da Israele a Gaza e in Cisgiordania.

Ovvero l'opzione leggera, date le divisioni che permangono tra i 27. La novità però è che il presidente Antonio Costa, sulla base del dibattito che si è svolto al Justus Lipsius, ha incaricato l'alto commissario Kaja Kallas di "proporre possibili misure" al prossimo Consiglio Affari Esteri di luglio. Insomma, va bene stare fermi, ma immobili no.

Per approfondire

Agenzia ANSA

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