BRUXELLES - È la strategia dei piccoli passi quella scelta dai ministri degli Esteri dell’Unione europea sui temi più controversi del momento. Alle prese con la drammatica situazione umanitaria a Gaza, per mano israeliana, e con i bombardamenti americani in Iran, i Ventisette camminano sulle uova, cercando di trovare posizioni comuni tra i paesi membri, in un contesto di grande e pericolosa incertezza.
Riferendo ieri della riunione ministeriale, l’Alta Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza ha spiegato che come previsto i ministri hanno discusso il rapporto della stessa Kaja Kallas sul comportamento israeliano a Gaza, in relazione con gli impegni di rispetto dei diritti umani presi nel 2000 in occasione della firma di un accordo di associazione con l’Unione europea. Il rapporto ammette che vi sono state violazioni dei diritti umani
«A questo punto discuterò della relazione con le nostre controparti israeliane», ha detto ieri la signora Kallas. «Siamo solo all’inizio del dibattito, non alla fine», notando che ora l’obiettivo è di ottenere «un miglioramento della situazione sul terreno». Ha poi precisato: «Non vogliamo punire Israele, ma migliorare le condizioni umanitarie a Gaza. Se la situazione non dovesse migliorare discuteremo di eventuali misure in luglio».












