In vista del primo semestre aperto di Medicina anche gli atenei devono fare la loro parte. Cominciando ad aumentare del 10% il loro potenziale formativo. A chiederlo è una nota che il ministero dell’Università ha inviato ai rettori e che rilancia l’analoga sollecitazione giunta qualche giorno dalla Crui.

La richiesta agli atenei

Il Mur definisce «opportuno» che le università statali sedi del Corso di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (LM-41), valutata la numerosità massima di studenti prevista dalla normativa vigente aumentino i posti disponibili per le immatricolazioni all’anno accademico 2025/26, che come abbiamo raccontato più volte non sarà più preceduto da un test d’ingresso, entro «un massimo del 10% rispetto agli iscritti ai corsi di laurea nell’anno precedente (compatibilmente alla disponibilità di spazi e docenti di riferimento».

Tale richiesta viene motivata con la stessa ragione che ha spinto il Parlamento e il Governo, con la legge 26/2025 e il Dlgs 71/2025, a rivedere le regole di accesso a Medicina. E cioè, «contribuire al superamento delle criticità del servizio sanitario nazionale, legate in particolare alla carenza di personale medico».

Le modalità operative