“Mi dice: levati gli occhiali, levati la camicia. Poi scatta la foto e aggiunge: vieni a ritirarla mercoledì alla Sterpaia. Oliviero era fatto così, non era dolce con le persone ma nonostante fosse burbero, era buonissimo. Quella foto poi me l’ha regalata, mi ha detto che potevo farci quello che volevo e a quel punto ho pensato che fosse perfetta per rappresentarmi”.

Paolo Parisi, nostro signore delle uova, si lascia andare ai ricordi durante la presentazione della nuova campagna di comunicazione firmata dallo Studio Cucù. Del resto la scomparsa del grande fotografo, suo amico stretto, è troppo fresca per non menzionarlo con tutta l’enfasi possibile, e poi a parlare è un personaggio altrettanto estroso e originale.

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Infatti, l’imprenditore agricolo toscano ma di nascita genovese, noto soprattutto per la produzione di uova di altissima qualità, si presenta già nell’aspetto molto singolare: barba lunga, cappello di paglia in testa, salopette color cachi, occhialoni, bandana viola al collo e anche lui nei modi non riesce a rinunciare a quel piglio sicuro e leggermente autoritario di chi lo aveva sublimemente ritratto.