Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
26 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:43
A Fordow le centrifughe “non sono più operative“. A tracciare il primo bilancio indipendente del bombardamento effettuato dagli Stati Uniti sul principale impianto uraniano di arricchimento dell’uranio è stato il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica Rafael Mariano Grossi, ospite del programma mattutino di Radio France Internationale. Dopo i 12 giorni di guerra fra Israele e Iran e dopo i raid delle forze armate statunitensi, “credo che” dire che il programma nucleare iraniano sia stato “annientato sia troppo, ma ha subìto dei danni enormi“, ha detto Grossi, parlando di “danni molto molto considerevoli”.
Entrando più nei dettagli, Grossi ha spiegato che avendo visitato in precedenza i siti si può risalire a informazioni piuttosto precise guardando le immagini satellitari scattate dopo gli attacchi: “Sappiamo non poche cose, conosciamo a memoria questi impianti nucleari iraniani”, quindi possiamo dedurre delle conclusioni molto precise guardando le immagini satellitari e altro, sul tipo di danni e sulle conseguenze”. “Vi do un esempio: Fordow, sito sotterraneo, nella montagna, uno scenario quasi da film, lì abbiamo visto le immagini delle perforazioni di queste bombe di alta perforazione, le bunker-buster. Nessuno può valutare il livello dei danni, ma sappiamo che considerando la potenza delle bombe e considerando le caratteristiche tecniche delle centrifughe, sappiamo già che queste centrifughe non sono più operative perché sono macchine ad alta precisione, con dei rotori, per cui già la vibrazione”, ha un effetto, ha argomentato Grossi.














