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Ultimo aggiornamento: 7:58

Autori di massacri che documentano essi stessi i propri crimini di guerra, fornendo prove e dettagli. Qualcosa che non accade solo a Gaza, ma anche nel Sahel. Parliamo della Brigata Wagner, la compagnia di mercenari russi fondata da Yevgeny Prigozhin che continua a operare in Africa. L’avvertimento all’inizio dell’inchiesta che la rivista francese Jeune Afrique ha diffuso ieri è chiaro: l’articolo contiene immagini e descrizioni di fatti talmente crudi che possono essere letti sono da un pubblico consapevole e non troppo sensibile. E che per questo scegliamo di non raccontarvi. Jeune Afrique ha svolto per diverse settimane un’inchiesta undercover, infiltrando uno dei suoi giornalisti in un gruppo Telegram chiuso. I risultati sono sconvolgenti. Dopo la loro diffusione, ieri, il social ha immediatamente chiuso il relativo gruppo, ma dalla rivista fanno sapere di aver salvato una buona parte dei video raccapriccianti, conservando così le prove dei crimini commessi.

Il materiale raccolto – Il canale si chiamava “White Uncles in Africa 18+” e mostrava senza reticenze le violenze commesse dagli affiliati al gruppo Wagner in Mali, dove i paramilitari russi sono schierati a fianco dell’esercito regolare da fine 2021. Omicidi di civili rivendicati con orgoglio. Teste mozzate brandite come trofei. Video a pagamento, con cifre più o meno alte a seconda della brutalità delle scene. Nel periodo di permanenza nel gruppo, il giornalista infiltrato ha contato 322 video e 647 fotografie con scene di mutilazioni, torture, esecuzioni, profanazione di cadaveri, cannibalismo. Una galleria degli orrori accessibile solo tramite collegamento inviato agli abbonati di un altro canale vicino a Wagner. Sul canale YouTube della rivista francese vengono mostrati (parzialmente oscurati) alcuni di questi screenshot, molto crudi, ma non i peggiori: bastano e avanzano per intuire la portata degli abusi commessi, in modo massiccio e rivendicato.