Èil primo intervento di questo genere mai eseguito in Italia, con esiti più che soddisfacenti: si tratta della termoablazione con microonde guidata da risonanza magnetica, ossia una tecnica chirurgica mini-invasiva per il trattamento, nel caso in questione, di un cancro del fegato. La novità riguarda proprio l’impiego della risonanza magnetica, perché permette di estendere questo tipo di intervento potenzialmente a tutti i tumori solidi in stadio precoce e alle metastasi.

La tecnica rappresenta – fa sapere il gruppo di clinici della radiologia del Policlinico di Milano, dove l’intervento è stato eseguito – “un importante passo avanti nella chirurgia loco-regionale dei tumori, che apre a scenari completamente nuovi per la radiologia interventistica, con la trasformazione di una tecnologia normalmente dedicata alla diagnostica (ossia, appunto, la risonanza magnetica, ndr) in uno strumento operativo ad alta precisione”. Un caso, insomma, in cui uno strumento finora utilizzato solo per fare diagnosi si rivela anche utile e preciso per trattare in modo poco invasivo diversi tipi di tumore.

Tumore, cos’è la termoablazione e come funziona

Che cos’è la termoablazione?

Come suggerisce il nome, la termoablazione è una tecnica mini-invasiva usata per distruggere le cellule tumorali tramite il calore. Viene impiegata soprattutto per trattare tumori solidi in organi come fegato, polmoni, reni e ossa; la procedura prevede l’inserimento di un ago o di una sonda direttamente nel tumore, senza quindi dover ricorrere al bisturi. L’estremità dell’ago emette calore ad alta temperatura sotto forma di onde elettromagnetiche nel campo delle radiofrequenze o delle microonde, oppure di luce laser o ancora di ultrasuoni focalizzati.