Il nostro cuore sta meglio. In cinquant’anni la salute del muscolo capace di battere tre miliardi di volte nel corso di una vita media ha fatto progressi. Tra il 1970 e il 2022 il numero di infarti fatali è crollato dell’89%, ha calcolato una ricerca sul Journal of The American Heart Association.

Il primato del cuore

Nonostante questo però le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte. Il loro primato dura ormai da un secolo. In Italia, secondo i dati dell’Istat diffusi lunedì, il sistema circolatorio è responsabile di 223mila vittime l’anno (soprattutto in inverno). I tumori, al secondo posto, ne provocano 175mila . La loro somma copre il 55% dei decessi del nostro paese.

La contraddizione, secondo la rivista dei cardiologi americani, è solo apparente. Se da un lato sono crollati gli infarti, dall’altro sono aumentate infatti le malattie croniche del cuore. A un calo dell’89% dei primi è seguito un aumento dell’81% delle seconde.

L’aumento delle malattie croniche