Le guerre in corso trainano il mercato del lavoro dell’industria della difesa che cresce più della media, secondo quanto rileva il portale Indeed in Europa. In premessa va detto che stiamo parlando di un settore di nicchia, ma dall’analisi delle offerte di lavoro di 25 delle maggiori aziende europee di difesa, elencate nella classifica Sipri Top 100 (tra cui ci sono Airbus, Atomic Weapons Establishment, Babcock International, BAE Systems, CEA, Dassault Aviation, Diehl, Fincantieri, Hensoldt, KNDS, Kongsberg, Leonardo, MBDA, Melrose Industries, Naval Group, Navantia, PGZ, Qinetiq, Rheinmetall, Rolls-Royce, Saab, Safran, Serco Group, Thales, ThyssenKrupp), emerge che nell’aprile del 2025, seppure in rallentamento, la crescita delle offerte di lavoro è stata del 45% al di sopra dei livelli del 2021.
Il confronto tra imprese della difesa e mercato generale
Dopo un calo degli annunci dovuto alla pandemia nel 2020, le offerte di lavoro sono aumentate in modo marcato, sia nell’industria della difesa, sia nel mercato nel suo complesso. Dal 2022 in poi, tuttavia, le tendenze si sono sviluppate in modo diverso. Il mercato nel suo complesso ha raggiunto il picco nel luglio 2022 – con un più 47% rispetto alla media del 2021 – e da allora è in calo. Al contrario, la crescita nell’industria della difesa è continuata: a novembre 2023, le aziende del settore avevano pubblicizzato circa il doppio delle offerte di lavoro rispetto alla media del 2021. Da allora, pur essendo in calo, ancora nell’aprile di quest’anno, si attestavano al 45% al di sopra dei livelli del 2021, mentre dal punto di vista generale il mercato è recentemente sceso del 2% al di sotto di questo valore di riferimento.







