Viaggiare con un souvenir gastronomico sotto braccio è un rito: un sacchetto di pasta artigianale, un pezzetto di formaggio francese, una boccetta di olio extravergine italiano. Ma quando si sale a bordo, e il vassoio viene posizionato sulle ginocchia, la domanda sorge spontanea: “Posso portarlo in cabina?”. La risposta è più articolata di quanto si pensi. Sì, ma dipende da cosa, dove, e in quale bagaglio.

Partiamo dall’inizio: ci sono due macro-categorie da conoscere, in termini di regolamentazione aeroportuale e doganale. La prima riguarda il bagaglio a mano, la seconda il bagaglio da stiva. A entrambe si applicano regole di sicurezza, ma è la questione doganale ad accendere davvero l’attenzione quando si varca la frontiera di un Paese extra UE, come Stati Uniti o Australia.