Dialetto: lingua del Nord Est? Ancora sì, secondo le analisi di Demos per Il Gazzettino: oggi, lo parla abitualmente in famiglia il 74% degli intervistati, il 68% lo usa con gli amici, mentre il 50% lo fa nel contesto lavorativo. Guardando alla serie storica dell’Osservatorio sul Nord Est, però, emergono dei cambiamenti significativi. Infatti, se da una parte l’uso del dialetto nel contesto familiare sembra tenere, l’abitudine sembra essersi fatta meno frequente sia in ambito amicale (in cui scende dal 79% del 2001 all’attuale 68%, -11 punti percentuali), che in quello professionale (dal 57% di 24 anni fa al recente 50%, -7 punti percentuali).

Il dialetto, dunque, sembra si stia ritirando nell’ambito familiare, che diventa quello in cui è maggiormente utilizzato, riducendo la sua popolarità presso quello lavorativo e, in misura ancora più evidente, amicale. La longevità del dialetto in questi territori, però, è da ricondurre proprio alla sua tradizionale trasversalità: risuonava in casa come al bar, dentro alle fabbriche e nei negozi, allo sportello postale o nello studio di un avvocato; l’abitudine di parlarlo ha riunito operai e imprenditori, giovani e anziani, persone istruite o meno. Tutto questo gli ha consentito di essere uno straordinario elemento di identità locale, ma qualcosa sembra stia cambiando, con questo ritrarsi nell’ambito familiare.