E i ravanelli? Reza Pahlavi, che si sente principe ereditario di Persia, ha inviato ai sudditi presunti un messaggio accorato: «Miei compatrioti, il nostro amato Iran è stato trascinato in un conflitto devastante, il cui artefice non è altro che Ali Khamenei e la sua fazione corrotta e distruttiva (…) Questa è una nuova alba per il Leone e il Sole dell’Iran». Auguri. Tanto per spiegare ai più giovani quella «illuminata dinastia», al netto delle aperture alle donne, all’America e alla scuola parzialmente laica, è bene ricordare che il padre deposto nel ‘79 Mohammad Reza Pahlavi, anche se rivendicò in una spettacolare cerimonia di discendere direttamente da Ciro il Grande fondatore nel VI secolo a.C. dell’Impero achemenide e dai successori Dario e Serse, era figlio d’un militare d’origini «estremamente modeste» figlio a sua volta d’una «guardia tribale» di un borgo di poche anime della provincia rurale di Māzandarān.