Il presidente Trump ordina la deportazione degli immigrati, limita la libertà della ricerca, licenzia dipendenti pubblici, ordina e minaccia interventi militari, oscilla continuamente tra annunci e ritrattazioni, tutto questo senza espresse autorizzazioni parlamentari.

È la prima volta che accade nella bicentenaria storia della democrazia americana? Si può dire che siamo in presenza di una torsione autoritaria o che riprendono vigore i germi di totalitarismo insiti in quella democrazia?

Considerato che l’America ha insegnato la democrazia al mondo, dobbiamo preoccuparci che le democrazie possano fare salti indietro?

Non è la prima volta che la democrazia americana sperimenta eclissi di questo genere. La Costituzione americana assegna al Parlamento il compito di dichiarare guerra e autorizzare l’uso della forza militare, e al presidente quello di agire come comandante capo. Ma fin dalla presidenza Truman (1945-1953) l’esercizio dei poteri di guerra è stato diverso, perché molti presidenti hanno deciso il ricorso alle forze armate senza preventiva autorizzazione parlamentare. Da allora i conflitti tra i due poteri, quello legislativo e quello esecutivo, sono stati numerosi e molti i progetti di riforma per impedire l’uso unilaterale del potere militare da parte del presidente.