Il campo magnetico potrebbe aver favorito un pianeta più abitabile per diverse forme di vita? Sul ruolo del campo magnetico (e delle sue variazioni) nell’abilità di influenzare la vita per come la conosciamo si discute da tempo. A riaccendere le discussioni nelle ultime settimane è stato uno studio apparso sulle pagine di Science Advances, che mostra una forte correlazione tra le oscillazioni di ossigeno e campo magnetico negli ultimi 540 milioni di anni.Campo magnetico e ossigeno: una correlazione meritevole di attenzioneCorrelation is not causation, è uno dei motti più ripetuti in ambito scientifico. Si tratta di una locuzione utilizzata per sottolineare il fatto che, quando tra due fattori si osserva un qualche tipo di correlazione questo non significa che tra i due esista una relazione di tipo causale. D’altronde, siamo circondati di correlazioni inspiegabili e assurde. Ve lo ricordate in proposito il generatore di correlazioni spurie di cui vi parlammo diverso tempo fa? C’era di tutto: il tasso di produzione del miele che seguiva l’andamento dei matrimoni nel Vermont e le spese per gli animali da compagnia con il numero di avvocati in California?L’andamento dei livelli di ossigeno negli ultimi 540 milioni di anni e delle variazioni di intensità del campo magnetico non appare però come una correlazione del tutto casuale, perché potrebbero esserci dei fattori in grado di spiegare quanto osservato e di legare l’uno all’altro. Ed è questo a renderla particolarmente interessante, perché il fenomeno potrebbe essere correlato all’abitabilità del nostro pianeta. Specialmente considerando che circa 540 milioni di anni fa avveniva la cosiddetta esplosione del Cambriano, ovvero la comparsa di una grande quantità di specie animali sul nostro pianeta.Campo magnetico, ossigeno e vitaDa dove arriva la correlazione tra campo magnetico e livelli di ossigeno? Ma perché prima di tutto sono state studiate andando a vedere così lontano nel tempo? Il motivo è presto detto: la Terra è l’unico mondo vitale che conosciamo, scrivono gli autori: cosa ha di così speciale?Tra le caratteristiche speciali del nostro pianeta due spiccano in modo particolare (oltre alla presenza dell’acqua allo stato liquido). Sono la presenza di ossigeno - ingrediente essenziale per la gran parte della vita per come la conosciamo - e di un forte campo magnetico, che fa da scudo contro radiazioni e vento solare. “La Terra è l'unico pianeta roccioso conosciuto ad aver supportato forme di vita complesse che utilizzano l'ossigeno e ad aver avuto un forte campo magnetico intrinseco per gran parte della sua storia - scrivono i ricercatori - questo ha portato a ipotizzare che il campo magnetico terrestre e l'abitabilità siano correlati su scale temporali geologiche”. Ecco perché implicazioni dello studio sono importanti anche per la ricerca di forme di vita aliene, sottolinea Nature: “Osservare gli esopianeti è molto costoso, e bisogna scegliere su quali puntare l’attenzione - è stato il commento alla rivista di Benjamin Mills della University of Leeds, uno degli autori - Questo tipo di lavoro ci indicherebbe il tipo di luoghi da osservare".Per sondare la correlazione tra campo magnetico e abitabilità su scale geologiche, i ricercatori hanno ricostruito l’andamento dei livelli di ossigeno atmosferico e delle variazioni del campo magnetico. Lo hanno fatto in questo modo: hanno messo insieme una serie di dati geochimici, a loro volta legati ai livelli di ossigeno, per esempio analisi dei rapporti isotopici collegati all’efficienza dei processi fotosintetici e l’abbondanza di carbone fossile legato a sua volta ad incendi, si legge nello studio. Per ricostruire la storia magnetica del nostro pianeta invece i ricercatori hanno fatto affidamento sullo studio dei minerali magnetici. Le analisi in entrambi i casi sono andate indietro fino a 540 milioni di anni fa.I risultati, come anticipato, hanno mostrato un andamento simile nel corso di milioni di anni, per entrambi in crescita, con un piccolo tra i 330 e i 220 milioni di anni fa. Si tratta di una correlazione che, secondo gli scienziati, può essere spiegata ammettendo una relazione tra le dinamiche che governano i due processi. Ovvero: tra i movimenti all’interno del nostro pianeta - da dove origina il campo magnetico terrestre - e la biosfera, lì dove si sviluppa la vita. Ma che tipo di relazione può esserci tra i due fattori?Cosa collega il campo magnetico alle variazioni di ossigenoSecondo gli autori, le ragioni potrebbero essere diverse. Da un lato potrebbero avere a che fare con l’azione di contenimento del campo magnetico nei confronti dell’ossigeno nell’atmosfera (così che più forte è l’uno, più elevato è l’altro). Dall’altro le ragioni andrebbero ricercate nelle dinamiche legate ai movimenti dei supercontinenti (la stessa Pangea si sarebbe formata durante il picco osservato tra i 330 e i 220 milioni di anni fa, ricordano gli autori). I movimenti della Terra, infatti, possono indurre rimaneggiamenti tali da influenzare tanto il campo magnetico che i livelli di ossigeno, ha spiegato il primo autore Weijia Kuang, del Goddard Space Flight Center della Nasa a LiveScience. O ancora, più verosimilmente, ci sono altri i meccanismi geodinamici all’origine di questa correlazione.Infine, ammettono gli autori, è pur sempre possibile che questa correlazione sia del tutto accidentale riconoscendo che 540 milioni di anni siano sì tanti, ma in fondo pochi rispetto alla storia del nostro pianeta e si tratta di anni molto particolari, segnati dalla formazione di diversi supercontinenti. Solo ulteriori studi più dettagliati di ricostruzione sia delle variazioni del campo magnetico che dei livelli di ossigeno aiuteranno a capire quanto spuria o meno sia questa relazione. Ma in ogni caso, vale la pena studiarla, anche di fronte a evidenze in direzione contraria ammettono gli autori, come l’ipotesi che sia stato proprio un collasso del campo magnetico alla fine dell’Ediacarano (circa 560 milioni di anni fa) a portare all’esplosione di ossigeno e alla comparsa di forme di vita complesse.
Perché il campo magnetico terrestre e l’ossigeno seguono lo stesso andamento da più di 500 milioni di anni?
Un nuovo studio richiama l’attenzione sul ruolo del campo magnetico e delle sue variazioni sull’abitabilità del nostro pianeta, mostrando una forte correlazione con le oscillazioni di ossigeno nel corso di milioni di anni






