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24 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 16:51
Continua il tira e molla tra il premier spagnolo Pedro Sanchez e il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del vertice Nato in corso a L’Aja, sulla percentuale di Pil da destinare alle spese militari e la presunta deroga concessa alla Spagna. La vicenda scatena anche la stampa e i quotidiani del Paese iberico, normalmente moderati nel pubblicare contenuti di opinione e schierarsi in maniera esplicita. Il sistema editoriale spagnolo si divide anche alla luce dell’orientamento dei giornali. Ma se molti tirano in ballo il fatto che la mossa di Sànchez è dettata da necessità di politica interna (il governo vive un momento difficile per consenso e inchieste giudiziarie), nessuno accusa il premier di “intelligenza col nemico” come spesso accade nel dibattito italiano.
Il principale quotidiano spagnolo, El Pais, di orientamento progressista, plaude in un editoriale all’accordo ottenuto da Sanchez e sottolinea che la cifra “che Trump esige dai suoi alleati, ma non da se stesso” sarebbe insostenibile e sproporzionata: la Spagna “farà già un enorme sforzo” per passare in soli due anni dall’1,4 al 2,1%. Dello stesso avviso sono gli articoli di opinione pubblicati sul sito di notizie 20minutos.es: in un pezzo intitolato Comodi contro Sanchez, il giornalista Juan Luis Saldana si schiera contro chi assiste a questo dibattito internazionale come “chi prende il numero in salumeria: vi divertite molto perché vi danno spazio sulle colonne e nei video diari. Ma non vi credete migliori di altri“. In un altro articolo, Tra la spada e la parete, si scrive che “Sanchez a L’Aja deve dimostrare che la sua flessibilità è compromesso, non fuga, in una Nato che esige unità di fronte a un mondo incerto. Gioca con audacia, ma lo spazio si restringe”.













