Le motivazioni sonoe valide, specie se attengono alla necessità di costruire nuove linee o di assicurare la manutenzione di quelle esistenti. Pesa però l’assenza di qualsiasi coinvolgimento dei principali soggetti istituzionali. Così Davide Falteri, presidente di Federlogistica
I cantieri sul Nodo di Genova (copyright: rogerloguarro)
Genova - Le motivazioni sono incontestabilmente valide, specie se attengono alla necessità di costruire nuove linee o di assicurare la manutenzione di quelle esistenti. Ciò che non funziona è l’assenza di qualsiasi programmazione discussa coinvolgendo i principali soggetti istituzionali del settore trasporti (Anas, ministero dei Trasporti, Regioni e associazioni) e specialmente gli operatori, con l’obiettivo di armonizzare gli interventi infrastrutturali sulla rete ferroviaria con le esigenze operative delle imprese.
Il rischio è di mettere in ginocchio il sistema logistico nazionale e con questo, a ricaduta immediata, l’intero sistema economico e produttivo del Paese. Federlogistica, per voce del suo presidente Davide Falteri, non si limita a far scattare l’allarme a livello nazionale evidenziando sulla mappa dei cantieri di lavori alla rete ferroviaria veri e propri choke point ad altissimo rischio; chiede urgentemente al ministero dei Trasporti e a Rfi l’immediata apertura di un tavolo permanente di concertazione, tavolo sul quale cala tre proposte concrete.







