"Le motivazioni sono incontestabilmente valide, specie se attengono alla necessità di costruire nuove linee o di assicurare la manutenzione di quelle esistenti. Ciò che non funziona è l'assenza di qualsiasi programmazione discussa coinvolgendo i principali soggetti istituzionali del settore trasporti (Anas, Mit, Regioni e Associazioni) e specialmente gli operatori, con l'obiettivo di armonizzare gli interventi infrastrutturali sulla rete ferroviaria con le esigenze operative delle imprese. Il rischio è di mettere in ginocchio il sistema logistico nazionale e con questo, a ricaduta immediata, l'intero sistema economico e produttivo del Paese".

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di Maurizio Moscatelli

Lo scrive in una nota il presidente di Federlogistica Davide Falteri che dà l'allarme evidenziando sulla mappa dei cantieri di lavori alla rete ferroviaria veri e propri point ad altissimo rischio e chiede al Mit e a Rfi "l'immediata apertura di un tavolo permanente di concertazione", tavolo al quale Falteri fa tre proposte concrete. La prima proposta riguarda la condivisione preventiva dei cantieri di rilevanza logistica con un anticipo minimo di 6 mesi e con la possibilità per le imprese di proporre soluzioni alternative o correttive e la seconda l'attivazione di percorsi ferroviari alternativi o piani compensativi condivisi tra ferro e gomma, coinvolgendo Anas, Mit, Regioni e associazioni. La terza proposta riguarda il monitoraggio durante i cantieri con una cabina di regia pubblico-privato che valuti flussi deviati e impatti concreti sulla filiera.