Roma, 24 giu. (askanews) – Come fatto ieri alla Camera, Giorgia Meloni si presenta al dibattito in Senato versione (parzialmente) ‘moderata’. “Non risponderò alle provocazioni, ad alcune falsità” perché “questo è il tempo in cui bisogna provare a ragionare il più possibile insieme”, premette prendendo la parola nella replica dopo la discussione sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo. Dunque non risponde a Matteo Renzi, che le pone 4 domande, si limita a qualche ironia nei confronti di Giuseppe Conte, risponde argomentando a Graziano Delrio del Pd.Ma proprio con la segretaria Dem sembra già incrinarsi la tregua seguita alla telefonata che hanno avuto nei giorni scorsi. E’ proprio Elly Schlein che, a distanza, la attacca, contestando la ‘visione’ della difesa affermata dalla presidente del Consiglio.
“La penso come i romani: si vis pacem para bellum. Quando ti doti di una difesa non lo fai per attaccare qualcuno. Se si hanno sistemi di sicurezza e difesa solidi si possono più facilmente evitare dei conflitti”, dice la premier in un passaggio del suo intervento a Palazzo Madama. Parole che suscitano il sarcasmo di Schlein: “A Giorgia Meloni – scrive in una nota – vorrei dire che rispetto a 2000 anni fa il mondo ha fatto dei passi in avanti nella risoluzione delle controversie. Preparare la guerra, come pensa lei, è il contrario di quello che serve e vuole l’Italia. Alla presidente del Consiglio dico, se vogliamo la pace, prepariamo la pace”.










