Doveva impegnarsi, Elly Schlein, per superare Giuseppe Conte in aula alla Camera nel giorno delle comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo, comunicazioni che arrivano nei giorni caldissimi dell'attacco degli Usa all'Iran e sostanzialmente in concomitanza alla risposta iraniana. Dopo la sceneggiata di Conte, ecco dunque la segretaria Pd: le spara grosse, ma le vette del grillino paiono inarrivabili.
“Siamo estremamente preoccupati dalla situazione in Medio Oriente. Le ripercussioni possono essere a largo raggio, imprevedibili”, ha premesso Schlein, sottolineando i rischi di un’escalation incontrollata nel quadro geopolitico. Dunque le scontate critiche a Giorgia Meloni, bersaglio grosso e ossessione di tutti i leader dell'opposizione: “Lei è riuscita a fare la relazione senza nominare i responsabili, Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Trump ha agito senza il consenso del Congresso. Non possiamo prevedere la reazione dell'Iran, anche della Russia e della Cina. Le ripercussioni possono essere imprevedibili. Per fortuna che Trump, il suo amico, promise di mettere fine ai conflitti in 48 ore”, afferma Schlein. Insomma, il Pd si schiera: sbagliato attaccare il regime iraniano e gli ayatollah che coltivano il sogno della bomba atomica.









