«Quel giorno ha cambiato la storia. Del rugby, di un Paese, di una fetta del secolo scorso — scriveva cinque anni fa Valerio Vecchiarelli a proposito del 24 giugno 1995 —. Ellis Park di Johannesburg, finale della terza Coppa del mondo ovale, di fronte gli imbattibili All Blacks di Nuova Zelanda e gli Springboks padroni di casa, sfavoriti dal pronostico e dai 25 anni passati al confino planetario obbligato dal crimine dell’apartheid».
Ripubblichiamo l'articolo originale del 25 giugno 1995 a cura di Riccardo Orizio.
Aveva la maglia numero 6 e le lacrime agli occhi, Nelson Mandela. Il capitano di quella straordinaria e sorprendente squadra, che è il nuovo Sudafrica multirazziale, pochi minuti prima dell’inizio della partita, aveva chiesto a François Pienaar, il capo dei quindici Springboks, di avere in prestito la sua maglia per poter seguire la partita vestito da vero tifoso, anzi da tifoso numero uno della squadra. «Un momento che non dimenticherò mai», ha confessato negli spogliatoi Pienaar dopo la vittoria.









