Negli ultimi 35 anni è quadruplicata la probabilità che i nostri figli possano diventare obesi o, comunque, in sovrappeso. Colpa di un’alimentazione nociva ma anche delle buone abitudini che evidentemente non riusciamo a trasmettere a bambini e adolescenti. Non è un caso, dunque, se in Italia oltre la metà dei bambini consuma snack dolci più di tre volte a settimana, mentre più di uno su dieci mangia regolarmente snack salati e uno su quattro beve quotidianamente bibite zuccherate. Frutta e verdura sono assenti dalla dieta giornaliera di un quarto dei ragazzi, e la colazione sta progressivamente scomparendo dalle loro abitudini: il 10,9% la salta del tutto e un bambino su tre la consuma in modo non adeguato.

Il rischio dei cibi processati

È quanto emerge dal nuovo rapporto “Cibo e Bambini” della Fondazione Aletheia che analizza le abitudini alimentari delle nuove generazioni in Italia e nel mondo, mettendo in luce i crescenti rischi legati al consumo di cibi ultra-formulati, sempre più presenti nella dieta dei più giovani. Prodotti confezionati, ad alta densità calorica e poveri di nutrienti, gli alimenti ultra-formulati sono ormai entrati stabilmente nelle abitudini quotidiane di milioni di bambini. Si tratta di cibi e bevande ricchi di additivi chimici, con bassa qualità nutrizionale ma alta palatabilità (la gradevolezza al gusto). Tra i più diffusi: bevande gassate ed energizzanti, snack confezionati, biscotti industriali e piatti pronti da riscaldare. Il consumo abituale di questi alimenti è associato a un aumento del rischio di obesità, diabete, patologie cardiovascolari, disturbi del comportamento e, secondo studi recenti, anche a una maggiore incidenza di allergie.