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Ultimo aggiornamento: 10:14

L’olio d’oliva, il re della dieta mediterranea e dei grassi buoni, si deve difendere dall’accusa di poter favorire l’obesità. Lo afferma un nuovo studio pubblicato su Cell Reports che mette in evidenza l’azione dell’acido oleico, presente anche nell’olio d’oliva. In sintesi, secondo lo studio, non avrebbe solo un effetto salutare, ma a livello fisiologico stimolerebbe la formazione di nuove cellule adipose.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato l’effetto di vari acidi grassi nella dieta utilizzando cavie animali e modelli in vitro, e hanno scoperto che l’acido oleico attiva il recettore nucleare LXRα e la proteina AKT2, stimolando la formazione di cellule adipose (ipertrofia) e la proliferazione precoce dei precursori adipocitari. Questo processo potrebbe contribuire all’aumento della massa grassa anche in assenza di un eccesso calorico puro, suggerendo che non contano solo le calorie, ma anche il tipo di grasso consumato. Secondo questo studio, l’acido oleico – generalmente associato a benefici salutistici, soprattutto nell’olio d’oliva – può stimolare la formazione di nuove cellule adipose quando consumato frequentemente. Il rischio? Non solo l’accumulo di grasso esistente, ma anche la produzione di nuove cellule adipose.