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Ultimo aggiornamento: 7:55
Il Registro Tumori della Regione Campania, edito nel massimo silenzio in data 28 maggio 2025 e aggiornato al 2021 con proiezioni dei trend di incidenza e mortalità al 2025, pur non riportando i dati per distretto sanitario (ed è gravissimo specie per Asl Napoli 1 centro!), fornisce comunque in maniera chiarissima esempi illuminanti di cosa significa e come si crea la “tempesta perfetta” che sta sbriciolando la Salute e la Sanità della Regione Campania per declarata incapacità (e/o non volontà) di intervenire in maniera adeguata in Prevenzione Primaria tutelando il territorio e non solo rivolgendosi alla Prevenzione Secondaria (diagnosi precoce).
A titolo di esempio si registra un notevole eccesso di incidenza di melanoma specie tra i giovani che pare correlato anche (oltre al sole) a situazioni di grave inquinamento ambientale locale e non solo da pcb e diossina, ma anche da Pfas e Pfoas.
Nei confronti di questi inquinanti, pur avendo la Regione Campania speso molte decine di milioni di euro per monitoraggi ambientali, ancora senza risultati pubblicati su riviste internazionali – vedi studio Spes – non abbiamo ancora a disposizione un solo dato sulla presenza di Pfas e Pfoas nelle zone dove sono stati sventrati e si sventrano ancora oggi centinaia di migliaia di frigoriferi oltre alle zone delle concerie del Sarno. Nel marzo 2013, infatti, un gruppo di lavoro della Iarc ha riclassificato i pcb tra i cancerogeni umani. L’evidenza è stata ritenuta “sufficiente” per il melanoma e “limitata” per i linfomi non-Hodgkin e il cancro della mammella.






