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Ultimo aggiornamento: 7:35
In data 27 febbraio 2026 presso la Prefettura di Napoli abbiamo finalmente visto riconoscere la totale assenza di dati epidemiologici suddivisi per distretto all’interno della Asl 1 Napoli centro in grado di distinguere, da almeno 40 anni a questa parte, il differente andamento di incidenza e mortalità per cancro nei distretti di Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo, Pianura rispetto al distretto di Capri.
Il sito di Bagnoli Italsider è sostanzialmente equipollente, come Sin, a quello dell’Ilva di Taranto, trattandosi in entrambi i casi delle acciaierie più grandi di Italia per molti decenni, con la unica ma fondamentale differenza che la Italsider di Bagnoli è stata chiusa definitivamente circa 30 anni fa, mentre l’Ilva di Taranto sia pur agonizzante resta attiva ancora oggi.
I danni alla salute pubblica conseguenti a tali impianti sono ormai stati ben identificati nel corso di decenni di battaglie ambientali, ma nel caso di Bagnoli ancora non si è proceduto ad alcun tipo di bonifica reale in oltre 30 anni. Gravissimo rischio per la salute pubblica ma anche per l’intero ambiente marino circostante, il Sin di Bagnoli è costituito oggi dalla mancata rimozione della colmata a mare che si è deciso di non procedere ad eliminare in quanto si ritiene pressoché impossibile smaltire a norma e in alcun luogo le circa 195mila tonnellate di materiale pesantemente tossico e inquinante, ma si sta procedendo a dragare i fondali dove si stima la presenza di circa 35 milioni di tonnellate di materiali pesantemente tossici.












