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Ultimo aggiornamento: 8:24
È al quarto giorno di arresto, e ora rischia l’espulsione dagli Usa. Succede a Mario Guevara, giornalista salvadoregno, radicato da vent’anni negli Stati Uniti, arrestato entre trasmetteva la manifestazione anti-retate “No Kings”, che si è svolta sabato 14 giugno a Doraville, nell’area metropolitana della città statunitense di Atlanta. In un primo momento Guevara, trattenuto nel carcere della contea di Dekalb, era stato rilasciato sotto cauzione. Ma, ad un certo punto, le autorità federali hanno deciso che la pena non bastava più, emettendo un ordine di fermo migratorio per impedirne il rilascio.
Ora il suo caso è sotto l‘Immigration and Custom Enforcement (Ice), che potrebbe dare avvio a un processo finalizzato alla deportazione. Le accuse contro Guevara sono: ostacolo alla pubblica autorità, riunione illegale e l’aver attraversato la strada. I suoi legali, Giovanni Diaz e Zach Gaeta, stanno preparando una mozione di rilascio su cauzione, sperando nella smentita dei capi d’accusa nei confronti di un giornalista che “non era lì a protestare, ma filmava le manifestazioni”.
L’episodio e il volto – L’arresto di Guevara è avvenuto in mondovisione, in diretta Facebook, quando un agente lo ha avvicinato per chiedergli le generalità. “Sono membro della stampa, ufficiale”, ha risposto il giornalista. D’altro canto lo si poteva intuire, in quanto indossava il giubbotto antiproiettili con la scritta “Press”. Guevara è stato arrestato subito dopo lo scambio con l’agente, chiedendo, sempre in diretta: “Qualcuno, per favore, chiami l’avvocato Giovanni Díaz, il mio legale, perché possa muoversi di conseguenza”.






