L’escalation della crisi in Medio Oriente - con l’attacco statunitense all’Iran e la risposta di Teheran con il lancio di missili su una base Usa in Qatar - ha dominato la scena della 34esima convention mondiale di Assocamerestero (l’Associazione delle Camere di commercio italiane all’Estero), che si è chiusa ieri a Cosenza , con la partecipazione di circa 200 delegati da 63 Paesi, in rappresentanza delle 86 Camere italiane nel mondo.
Conflitti e dazi: l’impatto sull’export
Non che mancassero gli argomenti di cui discutere: tra dazi, conflitti bellici, tensioni commerciali e politiche, l’incertezza e il disorientamento sono all’ordine del giorno per le imprese italiane, di cui le Camere estere sono “antenne” sul territorio nei diversi mercati globali, come spiega il presidente di Assocamerestero, Mario Pozza. «In questo momento storico più che mai, le aziende italiane hanno bisogno di una bussola sui mercati esteri. Ed è quello che le nostre Camere offrono agli imprenditori, grazie a una rete capillare non solo di uffici, ma soprattutto di persone, che vivono nei mercati chiave e li conoscono da vicino, nella quotidianità, offrendo un supporto che non si limita alla fase iniziale, di avvio del business, ma che continua anche nelle fasi successive».






