Allo Starbucks di Davenport, cinque minuti di macchina dal resort diventato il nuovo campo base della Juve in Florida, tra laghetti, campi da golf e qualche sperduto alligatore, due tifosi bianconeri stanno fuggendo dai 37 gradi (percepiti) del primo pomeriggio: il papà ha la maglia di Del Piero, «perché la Juve è per sempre», il ragazzino quella di Yildiz, «che mostra la linguaccia come faceva il capitano». Più passaggio di consegne di così è difficile, neppure al Disney’s Hollywood Studios, il parco dei sogni poco distante da qui. Kenan è la nuova star, nomen omen, visto che, in turco, Yildiz significa proprio «stella». La sua doppietta contro il Wydad, sassata da fuori e dolce dribbling in area, s’è presa la vetrina degli highlight, pure nei network americani invasi dalla vittoria del titolo Nba di Oklahoma. Dopo «la più bella partita con la maglia della Juve» — parole sue — ieri il numero 10 era di nuovo al lavoro con la squadra, già concentrato sulla prossima sfida, al Manchester City di Guardiola.