Le urla, i dipendenti della caffetteria che corrono verso i piani superiori del locale e un uomo disteso sul pavimento con una ferita alla nuca: «Era sporco di sangue, macchiava anche il vestitino della figlia e la maglietta della ragazza che era con loro». Il racconto che il responsabile dello Starbucks di piazza San Silvestro ha affidato ai carabinieri di Roma è stato verificato grazie a un video, immagini abbastanza chiare per poter essere catalogate come prove dagli investigatori incaricati di ricostruire i fatti che ruotano intorno al duplice omicidio di Villa Pamphili. Contengono un’informazione importante: alle sei del pomeriggio dello scorso 3 giugno, Anastasia Trofimova era ancora viva, in compagnia della figlia, Andromeda Ford, e della persona che dopo poco tempo le avrebbe uccise entrambe: Charles Francis Kaufmann. O, come preferiva farsi chiamare, Rexal Ford.

I gioielli, le star di Hollywood e la fine del sogno americano: “Noi Kaufman rovinati da Charles”

di Marco Carta e Lorenzo D'Albergo

24 Giugno 2025

Madre, padre e figlia. Quel martedì erano all’interno della caffetteria Starbucks di piazza San Silvestro, nel centro storico di Roma. L’americano, arrestato successivamente in Grecia, aveva litigato con un altro cliente. «Indossava un cappello da baseball e aveva un cerotto in fronte», ha riferito ai carabinieri il titolare del locale. Ricorda di aver sentito le urla provenire dal piano superiore. Quando è arrivato, Ford era disteso per terra. «La ragazza era immobile, come sotto choc», prosegue il racconto. Il 46enne, dopo qualche minuto, si è alzato in piedi e, prendendo la piccola in braccio, si è allontanato dalla caffetteria. I dipendenti hanno provato invano a fermarlo. «Ho chiesto di avvisare i poliziotti presenti con il blindato davanti a Zara (poco distante, ndr)». Gli agenti, però, hanno detto di essere impegnati in un altro servizio.