Il titolare dello Starbucks in piazza San Silvestro a Roma ha contattato la Procura dicendo che il 3 giugno scorso avrebbe riconosciuto Charles Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, nel suo locale. Il presunto killer di Villa Pamphili, secondo la ricostruzione, si trovava insieme ad Anastasia e alla piccola Andromeda. Kaufmann, stando al racconto dell'uomo, era pieno sangue in faccia, visibilmente confuso, e diceva di essere stato aggredito da un altro cliente del locale. Mentre la donna provava a medicarlo, lui ha preso la bambina in braccio ed è andato via prima che arrivassero i soccorsi. Il titolare del caffè, insospettito e preoccupato, ha deciso allora di seguirli e ha visto che i tre si dirigevano verso Piazza del Popolo. «Ho chiesto ad un mio dipendente - ha aggiunto il titolare - di allertare alcuni agenti di polizia presenti in Largo Chigi, a poca distanza, per fermare l'uomo ma risposero che erano impegnati in altra attività e non potevano abbandonare la posizione. Ricordo che l'aggredito aveva già un cerotto su una tempia»
Oramai è chiaro: per chi indaga si tratta di un duplice omicidio con un unico sospettato: il 46enne californiano, bloccato sull'isola greca di Skiathos e attualmente detenuto nel carcere di Larissa, in attesa dell'estradizione sollecitata dai pm di Roma. Per gli inquirenti non ci sono dubbi sul fatto che Andromeda, la bambina di appena un anno - nata nel giugno del 2024 dalla relazione tra l'uomo e la donna - sia stata strangolata dal padre la sera prima del ritrovamento. Sul decesso di Anastasia, invece, restano ancora da accertare le cause. Gli investigatori chiedono dunque agli specialisti della Scientifica risposte sul materiale rinvenuto nell'area verde, a partire da un telo di plastica nero lasciato sul corpo nudo della donna. Secondo una prima stima, Anastasia sarebbe morta almeno 5-7 giorni prima della figlia. Le condizioni del cadavere, in avanzato stato di decomposizione, non hanno consentito di individuare segni evidenti di violenza, ma non si esclude che la 28enne possa essere stata soffocata, forse con un cuscino o proprio con il telo.










