Capacità di relazione e di innovazione determinano la competitività dello scalo adriatico
Un panel del Forum
Ancona - Il porto come organismo vivo, ecosistema produttivo in evoluzione e leva strategica per la transizione energetica. Sono le consapevolezze alla base del forum "Blue economy", dal titolo "Il futuro dell'Adriatico. Tra geopolitica e clean energy", che si è svolto questa mattina ad Ancona. L'incontro è stato promosso da Il Secolo XIX - Blue Economy Magazine con il supporto dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale e di Assoporti, e con il sostegno di partner privati come Adria Ferries, Fmg Group, Snav e Morandi Group.
L'evento ha riunito i principali attori dell'economia marittima regionale per delineare le traiettorie future di uno dei mari più sensibili e strategici d'Europa. Attori che hanno toccato i temi cruciali dell'infrastruttura portuale: competitività, transizione energetica, efficienza logistica, costruzione di una brand identity adriatica e internazionalizzazione delle soluzioni ambientali. Ma soprattutto, fanno sapere gli organizzatori, si è condivisa una visione forte: quella di un porto che cresce per interazione, non per concentrazione. Un porto dove pubblico e privato devono collaborare, dove la pluralità degli operatori è un valore aggiunto e dove l'innovazione non è esercizio di stile, ma leva reale di posizionamento competitivo.






